Te' verde
Fara, S.Arcangelo, 1998
Thé vert
Phébus, Parigi, 2005
Cos'è la storia? Cos'è la conoscenza del passato? Sullo sfondo di una dolorosa e irreversibile
crisi coniugale un uomo, solo, si interroga. Qualcuno potrebbe dire che tutto sia stato messo
in moto da una statuina cinese Tang rintracciata nello studio del nonno. Ma non sarebbe partito
ugualmente? La ricerca di un passato troppo spesso diventa uno strumento per ingannare sé stessi
e il presente.
Sullo sfondo della grande crisi cinese dell'inizio del secolo, sulle orme di Yasunari Kawabata,
più volte indicato dall'autore come il maestro da cui ha tratto ispirazione, Cammelli sembra
giocare con gli eventi e la storia, fino a raggiungere un'area di silenzio e di pace che è vita,
che non è morte, ma è oltre l'apparenza delle cose.
Nasce in Tè verde fra protagonista e lettore una complicità, una sorta di scambio emotivo,
che non si spezza neppure con la fine del romanzo, laddove la sensazione di "vaga indeterminatezza,
piena di poesia e di silenzi" che si avverte, sembra appartenere ad entrambi.
Un romanzo non facile, forse nemmeno popolare. Contributo originale non privo una certa –
emozionante – qualità.