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Al suono delle campane
Indagine su una rivolta contadina - I moti del macinato (1869)
Franco Angeli, Milano, 1982


L'esistenza di una tradizione orale sulla rivolta - Il dibattito parlamentare e l'introduzione della legge - Macchinosità della sua applicazione e decisione dei mulini di chiudere - Rivolta non contro la tassa come creduto ma per la riapertura dei mulini - Fasi della rivolta in Italia - Rivolta nel bolognese - Tecniche di mobilitazione popolare - Rivolta e saccheggi - L'intervento dell'esercito e i processi finali.

A lungo tempo creduta prima rivolta sociale, quella che scosse le campagne del Piemonte, Friuli e soprattutto Emilia rivelò sorprese notevoli. La spinta alla ricerca venne fornita dalla persistenza negli anni '70 di una tradizione orale certa che a) la rivolta non fosse stata contro la tassa ma per la riapertura dei mulini, b) la rivolta fosse stata vincente, c) la tassa non fosse mai stata pagata.

Indagine sostanzialmente archivistica. Negli atti parlamentari, nell'interrogatori degli arrestati (archivi di polizia e del tribunale) e nelle conclusione dell'inchiesta parlamentare lo studio documenta il carattere non eversivo e prepolitico della rivolta. Questa è improntata a chiedere un ritorno "all'ordine antico", segnato dalla riapertura dei mulini e regolarità della macinazione, ordine infranto dalle nuove leggi unitarie impersonate dai nuovi sindaci dello stato unitario.

Tuttavia ciò che colpì maggiormente fu:
1) la rivolta fu più forte non là dove ci fu maggiore miseria, ma dove le amministrazioni locali funzionavano meglio e furono dunque in grado di applicare la legge del macinato;
2) la sostanziale identità tra la tradizione orale legata alla rivolta e ciò che i ribelli pensarono
3) la sostanziale validità nella ricostruzione delle dinamiche della rivolta delle fonti orali, sovente superiori per qualità a precisione a quelle scritte.

SCHEDATURE: INDICE, anno I, n.1, pag. 3 lo definì "uno dei lavori più interessanti della nuova storiografia".