Il minareto di Gesù - dodici storie del vicino oriente
Il Mulino, Bologna 2005
Il ritorno alla storia orale coltivata negli anni settanta - Il desiderio di mettersi al servizio di un mondo
che tutti interpretano ma pochi ascoltano. Settimane passate in Siria a registrare storie di vita di gente
normale, di tutti i giorni.
Per cercare di capire come sia possibile convivere appartenendo a popoli così diversi (arabi, bedù, armeni,
curdi, turchi, drusi, ecc.) a religioni così diverse (infinite varianti di islamismo, cristianesimo e di
culti curdo-iranici) a lingue così diverse (arabo, turco, aramaico, dialetti bedù, ecc.). Sapendo che questa
convivenza di cui la Siria dà testimonianza così importante è un evento nuovo per città che i viaggiatori
europei definivano, fino a cento anni fa, le "più fanatiche del mondo".
Secondo un'antica leggenda, molto popolare a Damasco, la fine dei tempi segnerà anche la riconciliazione
tra cristiani, ebrei e musulmani. Quel giorno, annunciato da eventi prodigiosi, Gesù scenderà sulla terra
e comparirà sul minareto bianco della grande moschea degli Omayyadi, che per questo è chiamato "il minareto di Gesù".
Metafora della fine di un lungo conflitto, la leggenda fa da sfondo a dodici storie di vita, raccolte in Siria
e poi rielaborate in questo volume da Stefano Cammelli. Un cantastorie, un tessitore di broccati curdo, uno
sceicco sciita, un profugo palestinese, una ragazza armena, un mercante del suk, un maestro bedù, il figlio
di un celebre cantante, un vescovo caldeo, un ufficiale druso, un camionista, uno sceicco sunnita: le storie
toccano vari registri che spaziano dalla poesia amara del deserto all'avventura boccaccesca, dal ricordo
tragico del massacro degli armeni all'epopea della rivolta araba contro i turchi. Ne emerge un affresco della
società siriana che rivela un mondo ancora sospeso tra passato e presente, dove i confini del ricordo sono
dilatati come quelli dell'impero ottomano: un singolare miscuglio di etnie e professioni religiose, tormentato
dai conflitti eppur capace di inimmaginabili ricomposizioni.