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Il Mulino n.3 2006
La "occidentalizzazione" della cina:
riflessione su Cina, modernizzazione
e nazionalismo cinese

Saggio breve

C'è molta confusione sulle conseguenze della modernizzazione in atto in Cina. Può succedere di leggere che il paese si sia ormai lanciato verso un futuro sempre meno ideologico e più tecnocrate, integrato.

C'è in primo luogo una confusione strutturale, grave: modernizzare un paese non significa diventare più occidentali, sempre che - naturalmente - non si voglia sostenere che l'Occidente è sinonimo di modernità e quindi di futuro, mentre l'Oriente lo sarebbe di antico, e quindi di passato. Le cose sono un poco più complesse, i processi separati: non c'è dubbio che la Cina si stia modernizzando. Ma si sta contestualmente anche occidentalizzando?

I cinesi scrivono, scrivono molto, certo più di quanto non parlino. Lo fanno, in primo luogo, perché la missione morale del governo è indissolubilmente unita a quella del potere e, dunque, governare è istruire, educare. E cosa scrivono dunque? di che argomenti trattano?

Universo complesso e misterioso, la stampa cinese riversa sul tavolo di chi la legge aggressività anti-occidentale, anti-americana: una ricchezza di argomentazioni e di slogan che non hanno nulla a che invidiare a quella dei media iraniani e indiani.

Usa dire che il Partito starebbe tenendo insieme il paese ricorrendo al nazionalismo, ma questo non è forse vero per tutti i paesi? Onde evitare di cadere in inutili tautologie converrà forse girare la domanda: cosa sarebbe dunque il nazionalismo cinese? e di quali tinte, di quali inclinazioni si adorna?

E' un mondo quasi sconosciuto quello che compare davanti allo storico occidentale, dominato da molte emozioni e da raffinata cultura: segnato da una non nascosta aggressività ideologica e politica verso un occidente appiattito sull'asse Londra / Washington. Sicché sorgono dubbi antichi e gravi: sulla non collocazione dell'Europa, sul doppio gioco britannico, sulla necessità di una nuova presenza non solo italiana, ma europea, sulla scena cinese.

Febbraio / Marzo 2006