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Ombre cinesi
Indagine su una civiltà
che volle farsi nazione

Torino, Struzzi Einaudi, Settembre 2006

La storia della Cina e l'Europa: una lunga serie di fraintendimenti iniziati dal nome stesso - Le fantasie di un mito: dal risveglio annunciato da Napoleone alla Grande Muraglia che si vedrebbe dalla Luna - Con festosa sicurezza l'Occidente è passato dalla Cina "sicuramente cristiana" degli anni '30, al mito di Mao degli anni '50; dalla "pacifica rivoluzione culturale" degli anni '60 alla attuale dominante convinzione di una Cina "finita, solo economica e tecnocrate". Errore dietro errore, con irresponsabile leggerezza, l'occidente va incontro alla Cina senza curarsi di osservare e leggere ma accontentandosi di quello che desidera vedere. "Leggere? e perché mai? In Cina - come ben si sa - non c'è libertà di stampa! A che pro leggere?"

Se gli occidentali non vogliono vedere è anche perché lei, la Cina, non vuole farsi capire. Le va benissimo non essere compresa. L'abbandono dell'universalismo imperiale - La difficile affermazione di una identità nazionale - Il tentativo di mutare un modello per tutti in una nazione per pochi - Il risveglio alla nazione come problema educativo - Il partito come via di illuminazione e salvezza già in Sun Yatsen - Il problema tibetano e quello mongolo -Tra nazionalismo impossibile e universalismo dimenticato.

Un domani siederemo a uno stesso tavolo per discutere di ONU, World Bank, FMI, diritti umani e molto altro ancora. Se l'Occidente arriverà a quel giorno con la convinzione che in Cina ormai tutto sia finito e domini, incontrastata, la corsa al denaro avrà costruito una solida base: perfetta per rovinarsi con le sue stesse mani.