Storia di Pechino e di come divenne
capitale della Cina
Il Mulino, Bologna 2004
Pechino come metafora e specchio della storia cinese - A partire dal X sec. a.C. Pechino dinastia per dinastia fino alla
proclamazione della Repubblica
Meta ideale di fantasie occidentali e di grandeur orientale l'immagine Pechino si è retta per anni su un assurdo di
incomprensibile spessore: se è una delle più antiche città del mondo perché dire che è stata fondata nel XV secolo?
Muove da questa domanda la ricostruzione di una vicenda affascinante in cui gioca un ruolo determinante l'uso delle fonti in lingua
italiana (Marco Polo, Matteo Ricci e altri) che la storiografia inglese discredita fino a metterne in dubbio la veridicità e che
quella cinese ignora tout-court. Dietro tanti gravi errori storiografici si nasconde un dramma culturale vero unito a un intento
culturalmente molto ambiguo.
Il dramma è quello cinese costretto a celebrare come emblema della propria grandezza imperiale la città che fu nemica e
capitale di imperi nemici della Cina per molti secoli. La città che tentò di conquistare una supremazia settentrionale
in area mongolo-mancese a discapito della Cina.
L'ambiguità è quella delle università anglosassoni mosse dall'evidente intento di azzerare la credibilità delle fonti
sulla Cina non in lingua inglese. Negare l'esistenza fisica di Marco Polo e ignorare Matteo Ricci (tra l'altro) è la
premessa necessaria per consegnare a Inghilterra e Stati Uniti la leadership negli studi di sinologia che è appartenuta
alla Chiesa cattolica fino al XVIII secolo e alla Francia - e in parte all'Italia - fino al XX.
Sebbene sia testo di storia cinese la STORIA DI PECHINO scioglie inoltre in modo definitivo antichi problemi poliani
e medievistici. E' infatti in grado di dimostrare che:
a) la prima stesura del manoscritto avvenne certamente in italiano
b) la versione citata da Ramusio nel XVI secolo è la più antica esistente
c) l'impero mongolo in Cina era retto da due capitali (Shangdu e Dadu): dalla prima si amministrava l'Asia Interna,
dalla seconda la Cina
d) La stessa capitale del Kubilai Khan era in realtà composta da due città vicine ma non coincidenti: nella città
imperiale i mongoli e i loro alleati, nella città cinese tutti gli altri. Quello che per anni si era creduto un'impero
universale con al centro il Gran Khan era in realtà una durissima dittatura etnica dei mongoli sulla Cina e sui cinesi
Ampiamente comprensibile che nessuno in Cina desideri ora ricordare gli anni di così profonda umiliazione e che le
mura - che tutto questo rappresentavano - siano state immediatamente distrutte.
STORIA DI PECHINO e di come divenne capitale della Cina è così un testo basilare per la sinologia e la storia contemporanea
cinese e per una rivalutazione completa e scientificamente dimostrata della validità del testo poliano.
Oltre che della consultazione delle fonti originali in lingua cinese il testo ha potuto sfruttare la apertura di importanti
scavi nell'ambito di Pechino-olimpica che hanno confermato in modo inconfutabile, per quanto non ne fosse necessario,
quanto dimostrato per strade letterarie.
Nelle parole di un importante archeologa americana "...il suo libro costringe a ridisegnare tutte le mappe oggi esistenti
della città e riscrivere, in gran parte, le vicende dell'occupazione mongola della Cina...".